mercoledì 4 marzo 2009

Biologico: Spagna batte Italia

Non bastava aver perso la partita decisiva degli ultimi Europei di calcio.
Ora la Spagna ci ha battuto anche in un'altra importante partita.

Nel 2008, infatti, la Spagna ha scavalcato l'Italia come maggior produttore biologico europeo.
La Spagna è arrivata a un totale di 1,25 milioni di ettari, rispetto a 1,15 milioni dell'Italia.

Il sorpasso spagnolo è avvenuto soprattutto grazie alla Andalusia che sta diventando uno dei centri del biologico europeo. Con 784mila ettari coltivati e 8.125 operatori biologici, l'Andalusia è di gran lunga la prima comunità regionale spagnola per il biologico.
I dati sono stati diffusi al BioFach 2009 da Francisco Casero, presidente del Ccae, Comité de Agricultura Ecológica de Andalucía.
Una considerazione: come al solito, il Bel Paese preferisce pavoneggiarsi nei suoi primati, invece di lavorare per consolidarli.
Da anni sentiamo una sfilata di politici, sindacalisti, esperti, cuochi ecc. decantare a chiacchiere il primato italiano nei prodotti tipici, di qualità e anche per quelli biologici.

Ebbene, mentre noi parliamo, gli altri fanno i fatti.
In Spagna da anni si promuovono programmi di sviluppo, di ricerca, di conoscenza del biologico tra i consumatori e nelle scuole.
In Italia il meglio che può capitare è vedere qualche pubblicità, più o meno occulta, dei prodotti biologici in una fiction. Da anni si aspetta una legge di riforma che dia finalmente norme adeguate a un settore enormemente cresciuto dal 1992 (anno della prima normativa europea sull'agricoltura biologica) ad oggi: sono tutti sempre d'accordo (destra e sinistra) ma la legge non si fa.
Il Piano d'azione sul biologico, anche questo reclamizzato più volte da destra e da sinistra, vivacchia.

Intanto gli spagnoli vanno in testa e, come nel calcio, non sembrano disponibili a lasciarla tanto presto.

martedì 3 marzo 2009

I migliori mieli biologici a Mielinbio


È giunto alla seconda edizione Mielinbio, il concorso riservato ai mieli italiani da apicoltura biologica, organizzato dall'associazione Città del Bio, insieme al comune di Foligno, all'Aiab (Associazione Italiana Agricoltura Biologica) e all’Apau, l'Associazione Produttori Apistici Umbri.

Anche quest'anno teatro del premio finale è stata la cittadina umbra di Foligno: Mielinbio è stato infatti ospitato all’interno di Mielinumbria, manifestazione dedicata al miele e ai prodotti dell'apicoltura.

Il primo premio, il Baiocco d'oro 2008, è andato a due aziende, una della Lombardia e una del Lazio.
Il premio per la melata ed il miele d'acacia è stato vinto dall'apicoltura Zipoli di Ballarini Ancilla, da Sergnano (Cremona), mentre quello per il millefiori è andato all'apicoltura Nardi di Roma.
Due anche gli attestati di alta qualità, andati rispettivamente alla cooperativa apistica Mediterranea di San Sperate (Cagliari), per il miele monoflora di eucalipto, e all’azienda di Gianluigi Brizzolata, di Borzonasca (Genova), per il miele di castagno.
Attestati di qualità anche per tanti altri mieli monoflora, dalla Sideritis syriaca al timo, dall'asfodelo al corbezzolo.

Oltre ai premi, Mielinumbria e Mielinbio hanno ottenuto un buon successo di pubblico (circa ventimila visitatori) grazie a una serie di iniziative, come il Forum sull'apicoltura mediterranea ed il convegno sulla salubrità del miele e la sanità delle api nella produzione biologica.

Di recente i mieli biologici vincitori a Mielinbio sono stati esposti e degustati anche al BioFach 2009 di Norimberga, il salone mondiale del biologico.

Ecco l'elenco completo dei mieli biologici premiati a Mielinbio 2008:

  • Apicoltura Zipoli di Ballerini Ancilla, Baiocco d’Oro 2008 per la melata e per il miele di acacia
  • Apicoltura Nardi, Baiocco d’Oro 2008 per il miele millefiori
  • Apistica Mediterranea, attestato di Qualità superiore per il miele di eucalipto
  • Brizzolata Gianluigi. attestato di Qualità superiore per il miele di castagno
  • Bio Gold di Lo Piccolo Nicolò, attestato di Qualità per il miele di eucalipto
  • Apicoltura La Ghirlanda, attestato di Qualità per il miele di sideritis syriaca
  • Apicoltura F.lli Borsi, attestato di Qualità per la melata
  • Apipuglia, attestato di Qualità per il miele di timo capitatus
  • Apistica Mediterranea, attestato di Qualità per il miele di asfodelo e corbezzolo
  • La Bottega delle Api, attestato di Qualità per il miele di millefiori
  • Apicoltura Nardi, attestato di Qualità per il miele di eucalipto
  • Apicoltura nomade Terre alte, attestato di Qualità per la melata
  • Imatio Davide, attestato di Qualità per il miele di acacia
  • La Fattoria dei Cantori, attestato di Qualità per il miele di millefiori

lunedì 2 marzo 2009

Spesa biologica per otto milioni di italiani

Il 2008 ha fatto registrare un vero boom per i consumatori abituali di alimenti biologici che aumentano del 23 per cento e arrivano a quasi 8 milioni. Ben 7 italiani su 10, inoltre, hanno inserito prodotti biologici nel carrello della spesa almeno occasionalmente.
Il dato è emerso da una analisi Coldiretti/Swg in un settore dove l'Italia ha conquistato la leadership produttiva a livello europeo con oltre un milione di ettari coltivati e circa cinquantamila imprese agricole coinvolte.

Si tratta di un settore di punta del Made in Italy agroalimentare perché in Italia - precisa la Coldiretti - si trovano un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio della UE, superando il milione di ettari. A sostenere il consumo di prodotti biologici è soprattutto la ricerca di sicurezza alimentare con il ripetersi di emergenze, dal maiale irlandese alla diossina al latte cinese alla melamina, ma anche il diffondersi di stili di vita più attenti all'ambiente, che la crisi non sembra intaccare.

Esiste poi una fascia crescente di consumatori che non si accontenta di consumare biologico ma preferisce quello locale che non deve essere trasportato per lunghe distanze con mezzi di trasporto inquinanti prima di giungere in tavola.

A trainare la crescita degli alimenti biologici ci sono i prodotti ortofrutticoli freschi e trasformati (+18,4 per cento), i prodotti per l'infanzia (+17,6 per cento) e i lattiero-caseari (+ 5,7 per cento), che sono stati più recentemente oggetto di scandali alimentari, secondo elaborazioni su dati Ismea relativi ai primi sei mesi del 2008. Il boom del biologico è confermato anche dai dati del rapporto BioBank 2009.

Consumo e produzione di prodotti biologici sono in crescita in tutto il mondo dove secondo il rapporto Ifoam si stima un valore di mercato di 26 miliardi di euro e ben 30,4 milioni di ettari certificati con l'Italia che si colloca al quinto posto con l'Australia in testa con 11,8 milioni di ettari coltivati.

domenica 1 marzo 2009

Chi ha paura del latte crudo?

Ci siamo già occupati dei distributori di latte crudo nel blog.
In particolare, è importante ricordare che alcuni di questi ci offrono latte crudo biologico (certificato) a un prezzo decisamente interessante.
Nei mesi scorsi è montata una vera e propria campagna contro questi distributori, mossa dai "si dice" e dai "sembra" e non certo da dati oggettivi. In questo articolo, pubblicato nel n.1-2009 del periodico "Suolo e Salute", ho riassunto in modo molto sintetico e (spero) chiaro la vicenda.
L'articolo è stato segnalato anche dalla newsletter dell'azienda Biolà, ormai una vecchia conoscenza per i consumatori biologici romani.


Chi ha paura del latte crudo?

di Pier Francesco Lisi

La battaglia degli allevatori per difendere i distributori automatici di latte diffusi ormai in tutta Italia. In prima linea l'azienda biologica Biolà di Fiumicino

Qualcuno ha davvero paura del latte crudo? E la paura, dipende da un ipotizzato rischio per la salute o, piuttosto, la paura viene direttamente dalla concorrenza che questa nuova forma di vendita diretta sta facendo al latte industriale?

Il fenomeno dei distributori automatici di latte crudo ha avuto in Italia un vero e proprio boom e forse proprio da tanto successo sono nati i problemi. I distributori sono riforniti direttamente ogni giorno dall'allevatore che ci mette, per così dire, la faccia, visto che su ogni distributore viene indicata la stalla che produce il latte. Tutto avviene rispettando in modo scrupoloso le norme igienico-sanitarie, a partire ovviamente dagli allevamenti. La prova, dicono gli allevatori, sta nell'esperienza di centinaia di migliaia di italiani che da quattro anni consumano senza problemi questo tipo di latte.

La diffusione dei distributori di latte ha avuto un freno dalle polemiche sui rischi da infezioni di Escherichia coli. Ora, l'offerta del latte crudo in Italia è stata regolamentata a condizioni che, secondo la Coldiretti, sono addirittura le più restrittive in Europa. Su ogni distributore deve essere infatti apposta l'indicazione “il latte deve essere consumato previa bollitura”. Non basta: per qualche oscura ragione, la scritta deve esser fatta nel colore rosso!

I sostenitori del latte crudo, però, non ci stanno e danno battaglia. È il caso dell'allevamento biologico Biolà di Giuseppe Brandizzi di Fiumicino, certificato da Suolo e Salute, conosciuto ormai in tutta Roma e nella provincia grazie al suo distributore mobile di latte crudo, presente nei quartieri, nei mercatini, nelle fiere e negli appuntamenti con i gruppi di consumatori.

Nel suo sito Biolà ricostruisce tutta la vicenda degli attacchi al latte crudo, con una completissima rassegna stampa che inizia nell'ottobre 2007. Il vero problema, secondo Biolà, è che i distributori automatici di latte danno fastidio, solo perché sono arrivati a vendere 10-15 milioni di litri di latte crudo all'anno. Anche Coldiretti ha insinuato un sospetto: come mai il prezzo del latte pastorizzato è sceso solo dopo la diffusione dei distributori automatici? Da quando ci sono i distributori, il latte pastorizzato è infatti calato da 1,46 a 0,90-1,20 euro al litro.

Non c'è nessuna prova evidente che metta in collegamento i pochissimi casi di infezione da Escherichia coli O157 con il consumo di latte crudo. C'è di più. Biolà, ad esempio, mette a disposizione sul proprio sito web le analisi (tutte negative) che vengono continuamente fatte da laboratori pubblici sulle feci dei propri bovini. Anche il Consorzio tutela latte crudo spiega che nessuna delle migliaia di analisi fatte dal Servizio sanitario pubblico in tutta Italia ha mai dimostrato casi di latte crudo infetto. Del latte crudo si è occupato favorevolmente anche Beppe Grillo, mentre soprattutto su internet non si è arrestato il passaparola dei consumatori che trovano decisamente migliore questo latte controllato che arriva direttamente dalla stalla dell'allevatore.

Il latte crudo è molto apprezzato sul piano del gusto; inoltre, molte persone che hanno problemi di ipersensibilità al latte dichiarano di non avere invece problemi quando bevono quello crudo. Senza considerare, dicono i consumatori, che con il latte crudo si risparmia.

Per difendere le loro ragioni i sostenitori del latte crudo hanno lanciato una petizione (che si può firmare qui) rivolta al ministro dell'agricoltura, Luca Zaia, e al sottosegretario alla salute, Francesca Martini, per chiedere l'abolizione dell'ordinanza che obbliga alla “marchiatura” dei distributori automatici.
La Coldiretti invita a rilanciare comunque il consumo di latte crudo in Italia, spiegando tra l'altro gli indubbi vantaggi sul piano ambientale, visto che si evitano lunghi trasporti e soprattutto, con il riutilizzo di bottiglie in vetro, si possono eliminare parecchi milioni dei 3 miliardi di confezioni in plastica o in brik in cui viene venduto il latte nei negozi e nei supermercati.

Per saperne di più
[articolo pubblicato nel n.1-2009 del periodico "Suolo e Salute"]

Caffè biologico al fast food

Abbiamo già parlato nel blog del ruolo che Paul Newman e la sua azienda Newman's Own Organics ha avuto nella crescita del biologico negli Stati Uniti.

Ora arriva la notizia che 600 ristoranti McDonald's in vari stati, come Massachusetts, Connecticut, Rhode Island, e nella città di New York, serviranno il caffè biologico a marchio Newman's Own Organics, prodotto da Green Mountain Coffee Roasters. Dal 2005 alcuni fast food della McDonald's già servivano il caffè biologico.

La miscela, che si chiamerà Newman's Own Organics Blend, è stata studiata specificamente per la catena McDonald's e prevede anche la versione decaffeinata; il caffè potrà essere servito sia caldo che freddo e ci saranno anche delle versioni aromatizzate alla vaniglia e alla nocciola.

“È gratificante vedere i consumatori che bevono il nostro caffè biologico e ora guardiamo avanti per una continua crescita” ha detto Nell Newman, figlia di Paul e presidente della Newman's Own Organics.

sabato 28 febbraio 2009

Obama e l'agricoltura biologica

Tom Vilsack, ex governatore dello stato dell'Iowa, è stato nominato segretario di stato all'agricoltura (in pratica, il ministro) dal nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

La nomina di Vilsack ha suscitato reazioni contrastanti. I progressisti guardano con sospetto Vilsack perché favorevole alle biotecnologie, che hanno fatto dell'Iowa un leader della ricerca nel settore, e anche all'etanolo prodotto dal mais. Tra gli altri, anche l'associazione dei consumatori biologici Organic Consumers Association si era dichiarata contraria alla nomina di Vilsack.

Il nuovo segretario all'agricoltura ha cercato subito di convincere i suoi nemici. Ha detto di voler promuovere le produzioni ortofrutticole locali e di cercare nuove strade per incrementare i redditi agricoli, in settori come l'agricoltura biologica e l'energia eolica. Anzi, Vilsack ha dichiarato di “sostenere” e “celebrare” l'agricoltura biologica.

Altri segnali sono stati la volontà di rafforzare la ricerca sullo spopolamento degli alveari e per lo sviluppo di materie prime di seconda e di terza generazione per la produzione di biocarburanti. In pratica, i biocarburanti non dovrebbero essere più prodotti a partire da alimenti come il mais, evitando così tensioni sui prezzi e problemi alimentari per i più poveri del mondo. Vilsack ha anche detto di voler migliorare la salute degli statunitensi, introducendo nelle mense scolastiche più frutta e verdura.

Sarà interessante vedere come riuscirà a conciliare le diverse esigenze, tenendo anche conto che una coalizione di gruppi di base che hanno sostenuto Obama chiedono di fare della fame nel mondo e della crisi alimentare una priorità assoluta.

sabato 20 dicembre 2008

Bari: mercatino biologico per Natale


A Bari un mercatino di Natale all'insegna degli alimenti biologici e dei prodotti dell'agricoltura locale.

L’associazione culturale di promozione sociale EcoBioEquo organizza dal 19 al 23 dicembre un mercatino di prodotti biologici nella sua sede in via Mameli 5, a Bari.
L'associazione ospita anche il Gruppo di Acquisto Solidale Iomangiobio, il Gas che conta più iscritti in Puglia.

Dal 19 al 23 dicembre, con orario continuato dalle 10 alle 19, saranno disponibili tanti prodotti locali - frutta e verdure fresche, conserve vegetali, miele, vino, olio, prodotti da forno, mandorle, confetture e prodotti del mercato equo e solidale - venduti direttamente dai produttori, che saranno presenti per dare informazioni sulle loro produzioni e per raccogliere pareri e suggerimenti dei consumatori. Per l’occasione alcune aziende prepareranno dolci natalizi. Un'ottima occasione sia per acquistare i regali di Natale che per rifornirsi in vista di pranzi e cenoni delle feste.

L’iniziativa è organizzata insieme al Consorzio Puglia Natura e vuole sostenere un consumo consapevole, per avvicinare tutti i consumatori a un nuovo modo di intendere la spesa. I concetti guida sono, oltre al biologico, la spesa “a km zero” (con trasporti ridotti al minimo grazie al ricorso ai produttori locali e quindi con benefici economici e ambientali), produzioni tipiche, prodotti del commercio solidale ecc.

Il tutto, come detto, certificato da agricoltura biologica.

lunedì 8 dicembre 2008

Ambiente, etica e consumi alimentari

Pubblichiamo un articolo molto interessante del quotidiano di Barcellona "La Vanguardia" che parla dell'internazionalizzazione dei consumi alimentari e del ruolo che l'ambiente e l'etica sociale hanno nelle nostre scelte alimentari.

[fonte La Vanguardia]

Ambiente ed etica sociale influiscono sempre di piu' al momento di scegliere che cosa mangiare
Rosa M. Bosch
“La Vanguardia” (Spagna) - 7 dicembre 2008

Ogni giorno due milioni di persone dei paesi ricchi mangiano il persico del Nilo, un pesce introdotto nel lago Vittoria che ha fatto scomparire 200 delle 300 specie autoctone che abitavano in questo ambiente lacustre tra Tanzania, Uganda e Kenia. Il persico consumato in Occidente servirebbe per coprire le necessita' proteiche di base di un terzo della popolazione denutrita che vive intorno al lago.

L'importazione del persico del Nilo, dei gamberoni africani, della frutta tropicale e di tanti altri alimenti dall'Africa, dall'Asia o dall'America Latina controllati da grandi multinazionali non sempre contribuisce ad eradicare la poverta' da questi paesi. Concetti come l'etica sociale ed il rispetto dell'ambiente vengono avanti al momento di scegliere come mangiare.

Veterinari senza frontiere e' una delle Ong che denunciano come casi come quello del persico
vanno contro la sovranita' alimentare, concetto sviluppato dal movimento internazionale Via Campesina nel 1996 che difende il diritto dei popoli ad avere nelle proprie mani il controllo delle sue risorse naturali. Il persico del Nilo illustra questo concetto: adesso la pesca nel lago Vittoria e' nelle mani di grandi operatori, impoverendo i pescatori tradizionali, come attestato dal film documentario “L'incubo di Darwin”.

Di fronte alla minaccia del cambiamento climatico e' uscito fuori l'allarme per il consumo di combustibile e l'aumento di emissioni di CO2 derivati dal trasporto degli alimenti su lunghe distanze. e' l'impronta ecologica degli alimenti. e' sostenibile e salutare mangiare uva coltivata in Cile invece di quella maturata nella regione spagnola del Penedes? Dobbiamo comprare dai paesi poveri per aiutar la loro economia? “Non ha senso mangiare frutta che viene dall'altro capo del mondo e che coltiviamo anche qui. Questo commercio internazionale e' insostenibile dal punto di vista ambientale e sociale; va a vantaggio solo delle multinazionali e dimentica i piccoli agricoltori”, spiega Esther Vivas, della rete del consumo solidale.
“Quello che mangiamo viene determinato da interessi economici che soddisfano le nostre necessita' alimentari”, aggiunge. In sostanza, mangiando una banana del Centro America noi non riempiamo il portafogli “dell'agricoltore che l'ha coltivata ma della multinazionale che la commercia”. Vivas ammette il commercio su lunghe distanze solo per quei prodotti “che non crescono nei nostri territori, come caffe', cacao, quinoa ecc”.

Organizzazioni non governative come Greenpeace condividono questa visione. “Puntiamo sui prodotti locali e di stagione perche' le esportazioni agroalimentari comportano una spesa rilevante di combustibile e distruggono il territorio; siamo a favore della sovranita' alimentare, i popoli devono alimentarsi da soli”, dice Juan Felipe Carrasco, di Greenpeace. Carrasco insiste sulle piantagioni su larga scala di soia in Argentina che “hanno distrutto migliaia di ettari di boschi e di terreni di coltivazioni familiari. Anche se quello dei transgenici e' un altro argomento, Carrasco sottolinea che questo modello ha espulso centomila agricoltori argentini dalle loro terre, trasformando il suolo in una risorsa fortemente degradata.

Per Intermon Oxfam la questione dell'impronta ecologica non e' sufficiente per macchiare di infamia i prodotti che arrivano da altri angoli del pianeta. “Non possiamo approvare che si smetta di comprare dai paesi in via di sviluppo e pregiudicare milioni di persone. Non sono favorevole a dire che 'locale e' migliore'”, dice Jose' Antonio Fernandez, responsabile dell'agricoltura per Intermon. “Oltre ai chilometri percorsi da un alimento, dobbiamo tenere conto di altre questioni come il tipo di coltivazione, se sono stati usati pesticidi, se e' rispettoso dell'ambiente...”.

Ai margini di queste considerazioni, in Europa e negli Stati Uniti prende quota la tendenza a consumare sopratutto frutta e ortaggi coltivati vicino a casa. Negli Stati Uniti stanno diventando popolari i mercati settimanali degli agricoltori mentre in Italia e' stata lanciata la campagna “chilometri zero”. In Spagna e' ancora agli inizi pero' piano piano sta arrivando il messaggio della positivita' dell'agricoltura di prossimita' e di quella biologica. Una delle ultime iniziative e' Catalunyam, campagna lanciata dall'associazione agricola Associació Catalana de Productors Agraris i Comerciants de la Terra per promuovere e distribuire prodotti coltivati in Catalogna e fregiati da una denominazione di qualita' o biologica. In un anno sono state commercializzate 850mila tonnellate di frutta e di ortaggi, secondo quanto afferma la Unio' de Pagesos, organizzazione agricola tra i promotori dell'iniziativa.

L'alimentazione biologica resta pero' una questione aperta in Catalogna, perche' la produzione non e' cresciuta allo stesso ritmo della domanda e la distribuzione perde colpi. “C'e' molta domanda che non siamo in grado di soddisfare, importiamo dall'Andalusia anche se, dall'altra parte, esportiamo 500mila tonnellate di frutta in Europa”, dice Josep Maria Coll della Unio' de Pagesos. Un paradosso, quando si insiste proprio sui pregi dell'alimentazione locale.


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lunedì 1 dicembre 2008

Gli agricoltori tedeschi non producono prodotti biologici a sufficienza

Da alcuni anni, ormai, gli agricoltori tedeschi non riescono a coprire la domanda interna di prodotti biologici. Questo non riguarda solo i prodotti mediterranei, come pomodori e arance, poco coltivabili in Germania, ma anche prodotti continentali, come cereali e latte.

Secondo il ministro dell'ambiente Eckhard Uhlenberg, per soddisfare le richieste dei consumatori tedeschi i terreni destinati al biologico dovrebbero aumentare almeno dell'80% fino al 2012.
Oggi in Germania solo il 5% degli alimenti prodotti è biologico.

Supermercati e discount offrono sempre di più prodotti biologici ma, ovviamente, numerosi prodotti vengono dall'estero, soprattutto dalla Cina.

Per favorire la crescita delle produzioni biologiche nazionali, il ministro Uhlenberg vuole aumentare le sovvenzioni agli agricoltori che scelgono il biologico, che oggi sono di 262 euro ad ettaro per i primi due anni.

Nel 2007 i consumatori tedeschi hanno speso per i prodotti biologici 5,4 miliardi di euro. Il tasso di crescita della spesa è stato negli ultimi anni intorno al 18%.

[fonte Der Western]

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domenica 30 novembre 2008

Paul Newman e il biologico negli Stati Uniti


Dopo la sua morte, è stato detto molto dell'eredità di Paul Newman come attore.

Non si è invece prestata molta attenzione all'impatto che ha avuto sulla diffusione dei cibi biologici.

Se nel 1993 Newman non avesse permesso che sua figlia, Nell, creasse la divisione biologica della Newman's Own, la nazione avrebbe ingoiato ancora biscotti biologici di piombo e pretzel duri come la roccia.

Usando farina bianca, zucchero ed altri ingredienti familiari al palato degli americani, la Newman's Own ha costruito un ponte che ha consentito ai cibi biologici di spostarsi dai negozi specializzati nella vendita di prodotti naturali ai supermercati.

“La sua fama ha costituito una garanzia di qualità dei prodotti biologici”, ha detto Caren Wilcox, ex direttrice della Organic Trade Association.

Sono bastati un piano commerciale dettagliato e una cena per il Thanksgiving, il Giorno del Ringraziamento, organizzata in segreto da Nell Newman con ingredienti biologici, per convincere il suo scettico padre che valeva la pena di correre il rischio.

Adesso, 15 anni dopo, la linea biologica della compagnia ha sviluppato più di 150 prodotti. La Newman's Own Organics è il terzo brand biologico più conosciuto del paese, secondo la Hartman Group, una società di ricerche di mercato.

[fonte New York Times; foto Flickr]

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sabato 29 novembre 2008

La dieta del fast food potrebbe favorire il morbo di Alzheimer

La notizia è di quelle a prima vista incredibili ma che poi provocano la reazione "l'avevo detto io!". +
La salute parte dalla dieta e siamo sempre più convinti che la scelta del biologico è una scelta a lungo andare vincente per noi e per i nostri figli.

In questo caso, più che il biologico in positivo, il protagonista in negativo è il cibo dei fast food.

Veniamo alla notizia.

Il cibo spazzatura, quello dei fast food e delle tavole calde, potrebbe avere una relazione con il morbo di Alzheimer, una malattia molto seria.

Secondo una scienziata svedese, alcune cavie nutrite con cibo spazzatura per nove mesi hanno iniziato a sviluppare noduli cerebrali, tipici del morbo di Alzheimer.

La scoperta dimostrerebbe che una dieta ricca di grassi, zucchero e colesterolo può aumentare il rischio di sviluppare la più diffusa forma di demenza.

"Esaminando il cervello dei topi in laboratorio, abbiamo trovato un'alterazione chimica simile a quella che si verifica in un cervello affetto da Alzheimer", ha detto Susanne Akterin, ricercatrice nel centro per la ricerca sull'Alzheimer del Karolinska Institutet, che ha condotto lo studio.

"Abbiamo il sospetto che un alta quota di grassi e colesterolo nella dieta, combinata con fattori genetici, potrebbe stimolare alcune sostanze cerebrali, che hanno un ruolo nell'insorgenza sviluppo dell'Alzheimer".

Il morbo di Alzheimer è incurabile ed è la più comune forma di demenza senile. Colpisce le regioni del cervello adibite al pensiero, alla memoria e al linguaggio.

Nella sua ricerca, Akterin si è concentrata sulla variante di un gene chiamato apoE4, rilevata nel 15-20% delle persone, che è un noto fattore di rischio per l'Alzheimer. Questo gene è coinvolto nel trasporto del colesterolo.

La ricercatrice ha studiato topi geneticamente modificati per simulare l'effetto della variante del gene sugli umani: per nove mesi le cavie erano state nutrite con una dieta ricca di grassi, zuccheri e colesterolo, in pratica l'equivalente nutritivo dei pasti nei fast food.

Questi topi hanno riportato variazioni chimiche nel cervello, mostrando una crescita anormale della proteina tau e segni che il colesterolo riduceva i livelli di un'altra proteina chiamata Arc, coinvolta nella conservazione della memoria, ha detto Akterin.

"Tutto sommato i risultati ci forniscono qualche indicazione per cercare di prevenire l'Alzheimer, ma sono necessarie ulteriori ricerche in questo campo per diffondere al pubblico i consigli giusti".

[fonte: rielaborato da Reuters]

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domenica 19 ottobre 2008

A Biolife 2008 tavola rotonda sul rischio Ogm

Il prossimo appuntamento per il mondo del biologico è il Biolife 20o8 di Bolzano.
Segnaliamo in particolare una interessante tavola rotonda sul rischio Ogm.
Il programma di Biolife prevede altre iniziative, come:
  • Congresso Annuale Associazione Cuochi Alto Adige (SKV)
  • Concorso di cucina per cuochi addetti alle mense scolastiche e comunità (pubbliche)
    [scarica il bando di gara]
  • Progetto di educazione alimentare a scuola
  • La ristorazione biologica durante la manifestazione (BIOS)

In occasione di BIOLIFE 08, la fiera del prodotto biologico che si svolge dal 14 al 16 novembre a Bolzano avrà luogo un’iniziativa di grande rilievo.

Personalità di riferimento del settore biologico tratteranno il tema

"Il rischio OGM per la produzione biologica e il consumatore"


nell’ambito di una tavola rotonda che si svolgerà venerdì 14 novembre 2008, dalle 14 alle 16, presso il Centro congressi Fiera Bolzano:

- Andrea Ferrante - Presidente di AIAB;

- Rudi Vierbauch - Presidente di BIOAUSTRIA;

- Thomas Dosch - Presidente di BIOLAND GERMANIA;

- Hanspeter Lösch - Presidente di BIOLAND SÜDTIROL;

- Alessandro Triantafillydis - Rappresentante italiano al Gruppo IFOAM UE;

- Assessore all'Agricoltura della Provincia Autonoma di Bolzano - Alto Adige.

Durante il Forum si discuterà sull’impatto degli OGM sulla salute di uomini, animali, terra e sulla convivenza tra produzione biologica e OGM. Si tratta di tematiche di grande attualità che mettono in primo piano l’alternativa bio nella produzione agricola.

La partecipazione è gratuita. È tuttavia necessario registrarsi al seguente indirizzo
http://www.fairbz.it/biolife2008/preregistrazione1-i.htm

Durante gli interventi sarà disponibile la traduzione simultanea in italiano e tedesco.

Per ulteriori informazioni potete contattare direttamente il team di Fiera Bolzano al numero di telefono 0471/516041 (Susanna Degasperi) oppure all’indirizzo e-mail: dacol@fierabolzano.it.

Sito internet: www.biolife.bz.

[fonte Provincia autonoma di Bolzano]

mercoledì 8 ottobre 2008

In Val d'Orcia anche il treno è biologico

La Ferrovia della Val d'Orcia (Asciano-Monte Antico) è uno dei cosiddetti rami secchi, chiuso al traffico passeggeri nel 1994. La linea percorre però un territorio di grande interesse per il turista, perché attraversa la zona delle Crete Senesi e la vallata del fiume Orcia ai piedi del monte Amiata, passando nel territorio di produzione del Brunello di Montalcino e nel Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d'Orcia.

Oggi grazie al Treno Natura, progetto finanziato dalla provincia di Siena, la linea è stata riaperta in alcuni giorni festivi come “ferrovia turistica”. I viaggi vengono fatti su littorine diesel degli anni '50 o su treni a vapore di inizio secolo.

Una delle prossime iniziative sarà il Treno del Biologico, una giornata che vuole mettere insieme il biologico e un turismo “fatto con lentezza”. Domenica 19 ottobre 2008, con partenza da Siena alle 8,30, sarà possibile scoprire le bellezze ed i segreti del Monte Amiata, dalle carbonaie alle orchidee spontanee e alle piante commestibili del bosco. Sono previste visite all'eremo e al castello medievale.

A Vivo d'Orcia, dove tra l'altro si svolge la Festa del Porcino, pranzo tutto a base di prodotti biologici per scoprire i tanti agricoltori bio di questa zona.

Il programma del Treno Natura continuerà con altre iniziative, come il Capodanno in treno.

Per informazioni sul Treno Natura:
FVO - Ferrovia Val d’Orcia
www.ferrovieturistiche.it
tel. 0577-207413
trenonatura@ferrovieturistiche.it

giovedì 25 settembre 2008

A Massignano (Ascoli Piceno) il biologico torna in piazza

Torna sabato 27 e domenica 28 settembre 2008 a Massignano, in provincia di Ascoli Piceno, la manifestazione "Bio & Tipico in Piazza", organizzata dal Comune di Massignano, dalla Filiera Corta Picena e dall'Assessorato all'agricoltura della provincia di Ascoli.
La provincia di Ascoli Piceno, come abbiamo visto anche nel post precedente, punta davvero tanto sul biologico come elemento di sviluppo economico, turistico e sociale del Piceno.
"Bio & Tipico in Piazza" è una manifestazione molto interessante che consiglio ai bioturisti e ai biocuriosi. Dopo il successo delle precedenti edizioni, quest'anno si annuncia una presenza più ricca di aziende biologiche del Piceno e tante iniziative, come potete vedere nel programma.

Massignano (Ascoli Piceno) "Bio & Tipico in Piazza" Sabato 27 e domenica 28 settembre 2008

Per informazioni: Comune di Massignano Tel. 0735 72112 - Fax 0735 72312 www.comune.massignano.provincia.ap.it com.massignano@regione.marche.it

Qui potete scaricare il programma completo della manifestazione.


PROGRAMMA DELLA MANIFESTAZIONE


Sabato 27 settembre dalle ore 09,30 alle 20,00
• Puliamo il Mondo 2008 - in collaborazione con Legambiente
ore 09,30 - c/o Scuola media statale - Viale della Rimembranza

• RecuperiamOLI - dove vanno a finire gli oli di frittura?
sensibilizzazione sulla raccolta differenziata in collaborazione con Adriatica Oli
ore 09,30 - c/o Scuola media statale - Viale della Rimembranza

• Mostra Mercato Prodotti da Agricoltura Biologica e Tipici Locali Percorso del “Gusto Bio”, Terrecotte, Fischietti e le “Frittelle di Massignano”
ore 10,00 - 20,00 - Centro Storico

• “La Certificazione Biologica è Garanzia per il Consumatore?”
Tavola rotonda promossa da Suolo e Salute, in collaborazione con Assessorato Agricoltura e al Turismo della Provincia di Ascoli Piceno
• 1° Premio “Bio&Tipico”
ore 11,00 - Sala Consiliare

Domenica 28 settembre dalle 10,00 alle 20,00

• Mostra Mercato Prodotti da Agricoltura Biologica e Tipici Locali
Percorso del “Gusto Bio”, Terrecotte, Fischietti e le “Frittelle di Massignano”
ore 10,00 - 20,00 - Centro Storico

• “L’Orto di Casa Mia”- Riscoperta della Biodiversità e Tipicità Tavola rotonda in collaborazione con Ass. Agricoltura e al Turismo della Provincia di Ascoli Piceno
ore 10,30 Sala Consiliare

• “La Cucina degli Orti” - Massignano - Montottone - S. Elpidio a mare
Circuito Provinciale delle Cucine Tipiche del Piceno
ore 11,30 Sala Consiliare

Laboratori a Tema - Iscrizione Gratuita
  • Aula didattica del Miele - Az. Agr. La Viola
  • Laboratorio del Pane - Forni “La Pagnotta” e “Dolce Forno”
  • Laboratorio delle Conserve - Az. Agr. I Sapori dei Monti
  • Laboratorio di Ceramica - Ass. Massignano Ceramica
  • Il Vasaio e i Fischietti - Alessandro Lisa e Enzo Vagnoni

Nella fine settimana con prenotazione il menù “Bio & Tipico” del circuito “La Cucina degli Orti” al prezzo di 20,00 euro nei ristoranti e agriturismi che aderiscono all'iniziativa.

Soggiorni con formula week-end con prenotazione al prezzo di euro 20 a persona per notte negli alberghi, agriturismi e bed&breakfast che aderiscono all'iniziativa.

mercoledì 24 settembre 2008

Ad Ascoli Piceno nasce il circuito della cucina biologica


La provincia di Ascoli Piceno dedica un progetto alla promozione della ristorazione biologica nel territorio, sulla base della positiva esperienza di “Bio ti segue in vacanza”, la la pubblicazione che presenta un elenco di ristoranti che propongono menù biologici). L'assessorato all'agricoltura, attività produttive e turismo, sta infatti realizzando un “Circuito della cucina biologica”, da affiancare a quelli già esistenti, per riunire sotto un unico marchio i ristoranti del territorio provinciale che propongano, nell'ambito della loro offerta, un menù con materie prime provenienti da agricoltura biologica locale.

I prodotti biologici, in particolare, saranno quelli delle aziende che aderiscono alla “rete del biologico piceno” promossa dallo sportello Filieracorta.
“Le richieste del mercato turistico”, spiega l'assessore provinciale Avelio Marini “sono in continuo movimento. Il pubblico è sempre più attento alla nutrizione e alla salute”.
Sono già state raccolte le prime adesioni dei ristoratori piceni.
Gli interessati possono rivolgersi allo sportello Filieracorta della Provincia di Ascoli Piceno: numero verde 800340303; email filieracorta@provincia.ap.it www.filieracorta.org.

[foto: Minicorso di pizza biologica al Sana 2007, organizzato dalla Filiera Corta
fonte: Provincia di Ascoli www.provincia.ap.it]
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