venerdì 5 settembre 2008

Le Forme del Bio: tutti i formaggi biologici premiati

Le Forme del Bio
VI concorso nazionale

Pienza (Siena) 6-7 settembre 2008

Premi per categorie di formaggi

1. Categoria “Ricotte”
o 1° Premio alla Coop ASCA – Cons. Parco Produce scrl
Comune di Anversa (AQ)
Prodotto “Ricotta stagionata al ginepro”
o 2° Premio all’Az. Agr. Le Fabbrie
di Mesina Gianfranco e Salvatore
Comune di Cavriglia (AR)
Prodotto “Ricotta di pecora”
Diploma di Gran Menzione all’Az. Parco Produce scrl
Comune di Anversa (AQ)
Prodotto “Ricotta maritata”

2. Categoria “Yogurt”
o 1° Premio all’Az. Agr. Luca Cammarata
Comune di San Cataldo (CL)
Prodotto “Yogurt di capra naturale”
o 2° Premio all’Az. Agr. Le Fabbrie
di Mesina Gianfranco e Salvatore
Comune di Cavriglia (AR)
Prodotto “Yogurt di pecora”

3. Categoria “Parmigiano Reggiano”
o 1° Premio al Caseificio Sociale Santa Rita soc. agricola cooperativa
Comune di Serramazzoni (MO)
Formaggio “Parmigiano Reggiano DOP” stagionatura 44 mesi
o 2° Premio all’Az. Agr. Granelli Massimo
Comune di Noceto (PR)
Formaggio “Parmigiano Reggiano DOP” stagionatura 30 mesi

4. Categoria “Latte Vaccino”
o 1° Premio all’Az. Agr. Martini Loris Giovanni
Comune di Castelmagno (CN)
Formaggio “Castelmagno DOP” stagionatura 11 mesi
o 2° Premio alla Fromagerie Haut Val d'Ayas
Comune di Brusson (AO)
Formaggio “Fontina DOP” stagionatura 5 mesi
o 3° Premio all’Az. Agrozootecnica Giuseppe Occhipinti
Comune di Ragusa (RG)
Formaggio “Canestrato al pepe nero”

5. Categoria “Pasta Filata”
o 1° Premio all’Az.Cappetta Felice
Comune di Contursi Terme (SA)
Formaggio “Caciocavallo stagionato”
o 2° Premio all’Az. Transumanza Colantuono – Cons. Parco Produce
Comune di Frosolone (IS)
Formaggio “Caciocavallo Podolico”
3° Premio all’Az. Agrozootecnica Giuseppe Occhipinti
Comune di Ragusa (RG)
Formaggio “Ragusano DOP”
o Diploma di Gran Menzione all’Az. Agrozootecnica Giuseppe Occhipinti
Comune di Ragusa (RG)
Formaggio “Provola Ragusana”
o Diploma di Gran Menzione al Caseificio Tonon snc
Comune di Zero Branco (TV)
Formaggio “Mia Mozzarella”

6. Categoria “Erborinati”
o 1° Premio all’Az. Agr. Grandis Enrico
Comune di Montegalda (VI)
Formaggio “Verde di Montegalda” misto latte pecora e capra
o 2° Premio all’Az. Agrisestri di Stefano Mozzi
Comune di Genova
Formaggio “Blu de Zena” latte capra

7. Categoria “Caprini stagionati e semistagionati”
o 1° Premio all’Az. Agr. Grandis Enrico
Comune di Montegalda (VI)
Formaggio “Grotte di Montegalda”
o 2° Premio all’Az. Castello di Roccaforte srl
Comune di Roccaforte Ligure (AL)
Formaggio “Corona di Capra” latte crudo
o 3° Premio all’Az. Agr. Luca Cammarata
Comune di San Cataldo (CL)
Formaggio “Formaggella di capra”
o Diploma di Gran Menzione all’Az. Agr. Santa Margherita di Maria De Dominicis
Comune di Monteroni d’Arbia (SI)
Formaggio “Caprino in foglie di mirto”

8. Categoria “Latte misto”
o 1° Premio alla Soc. Frecco SpA
Comune di Gualdo Tadino (PG)
Formaggio “Arrone semistagionato”
o 2° Premio all’Az. Agr. Grandis Enrico
Comune di Montegalda (VI)
Formaggio “El pegorin”

9. Categoria “Caprini freschi”
o 1° Premio all’Az. Podere il Casale di Brandli Ulrich
Comune di Pienza (SI)
Formaggio “Caprino fresco”
o 2° Premio all’Az. Agrisestri di Stefano Mozzi
Comune di Genova
Formaggio “Formaggetta de Zena”
o 3° Premio all’Az. Agr. Il Mulino di Codara Enrico
Comune di Stella (SV)
Formaggio “Formaggetta di Stella”
o Diploma di Gran Menzione all’Az. Agr. Podere Le Fornaci di Marco Cassini
Comune di Greve in Chianti (FI)
Formaggio “Caprino fresco”

10. Categoria “Pecorini freschi”
o 1° Premio all’Az. Coop Agricoltura Nuova
Comune di Roma
Formaggio “Caciotta di pecora”
o 2° Premio all’Az. Agr. Le Fabbrie di Gianfranco Mesina
Comune di Cavriglia (AR)
Formaggio “Pecorino fresco”
o 3° Premio all’Az. Agr. Sant’Anna dei F.lli Sanna
Comune di Monteroni d’Arbia (SI)
Formaggio “Pecorino delle Crete Senesi” – latte crudo
o Diploma di Gran Menzione all’Az. Agr. F.lli Cuscusa
Comune di Gonnostramatza (OR)
Formaggio “Gemme Figu”

11. Categoria “Pecorini semistagionati”
o 1° Premio al Minicaseificio Calavrina di Sanna Gianni
Comune di Bitti (NU)
Formaggio “Annile”
o 2° Premio all’Az. Agr. Luigi Farina
Comune di Orbetello (GR)
Formaggio “Il Pecorino”
o 3° Premio al Caseificio Pienza SOLP SpA
Comune di Pienza (SI)
Formaggio “Bio Pienza”

12. Categoria “Pecorini stagionati”
o 1° Premio alla Soc. Frecco SpA
Comune di Gualdo Tadino (PG)
Formaggio “Pecorino stagionato”
o 2° Premio all’Az. Rotolo Gregorio – Cons. Parco Produce scrl
Comune di Scanno (AQ)
Formaggio “Pecorino scorza nera”
o 3° Premio all’Az. Coop Agricoltura Nuova
Comune di Roma
Formaggio “Pecorino stagionato”
o Diploma di Gran Menzione all’Az. Ecofattorie Sabine scarl
Comune di Poggio Mirteto (RI)
Formaggio “Pecorino stagionato 24 mesi”
o Diploma di Gran Menzione all’Az. Agr. D’Amico Maria Rita
Comune di Aidone (EN)
Formaggio “Pecorino siciliano DOP

Le panzane sul biologico

Di biopanzane o biofrescacce (come si direbbe a Roma) ne girano tante.
Proprio a Roma, nello scorso anno scolastico, girava tra i genitori dei bambini delle scuole materne ed elementari, come una specie di "catena di Sant'Antonio", la lettera accorata di una mamma ben informata (!) che sosteneva di sapere perché bisognava eliminare gli alimenti biologici dalle mense: una serie di sciocchezze enormi.
Ora arriva la notizia del comune di Genova che taglia i prodotti bio dalle mense scolastiche perché ai bambini non piacciono.
Ora, dire che la cosa non regge è dire poco.
C'erano studi e sondaggi precisi sul gradimento dei bambini PRIMA dell'introduzione dei cibi bio? Da quanti anni si usano i prodotti bio? Non sarà forse che i bambini sono ogni anno sempre più abituati ai gusti micidiali di snack, patatine e piatti pronti? E ancora: se ai bambini non piacciono i prodotti bio in mensa, non saranno da bocciare i cuochi?
Inutile dire che, andando per luoghi comuni, c'è da fare cattivi pensieri sul fatto che la scelta venga da Genova...

Indicativa è poi questa dichiarazione dell’assessore di Genova, Paolo Veardo: "Non abbiamo niente contro il biologico, ci mancherebbe, ma dopo l’esperienza che abbiamo fatto nella refezione ci sono dei correttivi necessari. C’è poco da fare, ai bambini piace una mela rotonda, rossa, grossa, quelle biologiche, bruttine, ce le mandano tutte indietro. Dalla mensa scolastica alla spazzatura".
In altri termini: ma chi se ne frega dell'educazione alimentare, chi se ne frega dell'educazione del gusto, chi se ne frega della salute...
Scommettiamo che se vado a Genova e inizio a dare ai bambini ogni giorno pizza, crocchette, hamburger e pop corn, ottengo il maggior gradimento mai registrato?


“Sorprende e addolora la scelta annunciata dal comune di Genova, da molti anni in prima linea per sostenere la qualità nella ristorazione collettiva”. Commenta così Paola Trionfi, responsabile del settore Ristorazione dell’Associazione Italiana Agricoltura Biologica, la notizia che il Comune ha deciso di eliminare i prodotti bio dalle mense scolastiche, per il basso gradimento dei bambini.

“Il Comune di Genova – continua Trionfi - è titolare della carta dei servizi della ristorazione collettiva dal 1997, e negli ultimi anni ha promosso importanti iniziative e manifestazioni a riguardo, come la Fiera dei sapori, ricevendo riconoscimenti nazionali e internazionali.Senza contare che è inserito nel database europeo delle buone pratiche della ristorazione collettiva, promosso dal progetto Food for Health (www.alimenterra.org).”

Secondo la responsabile ristorazione di Aiab: “Forse varrebbe la pena di chiarire la reale motivazione di questa scelta. È improbabile che i bambini di Genova dopo diversi anni, improvvisamente non gradiscano più il biologico, in controtendenza col dato nazionale di un milione e 400mila pasti bio giornalieri”.

“Se la causa fosse un problema di qualità della fornitura, sarebbe doveroso risolverlo attraverso lo strumento del capitolato. Ma se la motivazione fosse invece la riduzione dei costi (vedi il taglio di 130.000 pasti in tutte le scuole entro il 31 dicembre all'avvio del nuovo capitolato d'appalto che attribuirà 71 punti alle offerta più economiche e solo 29 alla qualità), allora sarebbe meglio non ricalcare stereotipi ormai desueti del biologico brutto da vedere e poco buono da mangiare, anche perché difficile da trovare sul mercato”.

Comprendiamo le serie ragioni economiche che, dopo il taglio dell’Ici e del governo, condizionano pesantemente le scelte di qualità molti comuni Genova compresa, invitiamo solo a non confondere qualità e sostenibilità di una mensa con alimenti biologici (di indubbi vantaggi nutrizionali e protettivi della salute dei bambini - vedi Dossier Fibl) con l’offerta di banane e cioccolato, seppur “equosolidali.”

Sull'argomento è intervenuto anche il presidente dell'Aiab, Andrea Ferrante.
"Quello di dire che la mensa biologica non piace ai bambini è un vecchio trucco. Evidentemente a Genova c’è un problema di controllo di qualità dei prodotti, ma è colpa loro che non sono all’altezza, certo non dei prodotti biologici".
Andrea Ferrante, presidente dell’associazione italiana per l’agricoltura biologica (Aiab), commenta così la notizia apparsa oggi sul Corriere della Sera secondo la quale la giunta Vincenti ha eliminato il bio dalla mensa perché, appunto, non sarebbe gradito ai piccoli.

[fonte: Aiab; foto: Flickr]

giovedì 4 settembre 2008

L'unione fa la scorta

Tra le formule di vendita diretta dei prodotti biologici si stanno facendo spazio i Gruppi di offerta multi-prodotto.

Ne parla un'inchiesta di Pier Francesco Lisi nel numero di luglio 2008 della rivista Origine.

Tra i vantaggi di questa formula per i consumatori, la facilità di reperire un paniere ampio di prodotti, il risparmio e anche il piacere di conoscere le varietà locali.

Nell'inchiesta parlano i gruppi BioExpress di Bolzano, Chiamabio del Piemonte, Officinae Bio e Arvalia del Lazio, MangioCarneBio della Prober dell'Emilia Romagna, Filiera Corta Picena della provincia di Ascoli.

Problema comune: organizzare al meglio la logistica e programmare le produzioni. Per il marketing, invece, la migliore pubblicità è il passaparola dei consumatori soddisfatti.

Anche le formule di vendita diventano più raffinate: c'è chi, come BioExpress, propone una cassetta di prodotti per i single e una specifica per gli uffici; Chiamabio, invece, punta sulle eccellenze dei concorsi come Biodivino e sulle antiche varietà piemontesi.

Indovina chi viene a pranzo: la giornata nazionale del biologico

Si svolgerà domenica 14 settembre 200 la Giornata nazionale del biologico. Sotto lo slogan “Indovina chi viene a pranzo. Il bio in tavola”, in tutta Italia si terranno iniziative che avranno come obiettivo l’incontro tra produttori e consumatori per far conoscere il biologico e gli acquisti alimentari nei circuiti brevi. La giornata è promossa dalla Cia, la Confederazione italiana agricoltori, e da Anabio, l'associazione per l’agricoltura biologica della Cia.

Molte le manifestazioni in programma: dal classico mercatino all’organizzazione di incontri a tavola (con la presenza di opinion leader e giornalisti) presso aziende agricole e agrituristiche biologiche, da pic-nic nei campi alle proposte di menù biologici nei ristoranti, da attività nelle fattorie didattiche attraverso il coinvolgimento di scolaresche e di gruppi di bambini che partecipano alla raccolta di prodotti e alla preparazione del pranzo, a dibattiti e tavole rotonde.

La Giornata nazionale del biologico avrà il suo momento significativo a Bologna dove dall’11 al 14 settembre si svolgerà il Sana, il salone del biologico e dell’alimentazione naturale.

In tale occasione, venerdì 12 settembre, verrà firmato un protocollo d’intesa tra Cia e Confesercenti finalizzato all’individuazione e alla promozione di circuiti brevi di commercializzazione delle produzioni agroalimentari di qualità. Partner dell’iniziativa è l’Istituto Mediterraneo di Certificazione (IMC), che ha sviluppato un disciplinare di certificazione per la tracciabilità degli alimenti di qualità dalla terra alla tavola identificato dal logo “Conosci il tuo pasto”.

[fonte Cia]

mercoledì 3 settembre 2008

A Roma una Città per il biologico e l'altra economia

La Città dell'AltraEconomia di Roma è il primo spazio in Europa interamente dedicato alle pratiche economiche che usano processi a basso impatto ambientale, che sono attente all'equa distribuzione delle risorse, anche verso il Sud del mondo, e mettono al centro le persone e l'ambiente.

La Città è stata realizzata nata in uno dei quartieri storici più cari ai romani, il Testaccio, nell'area dell'ex Mattatoio. Il progetto è stato elaborato dal Comune di Roma insieme al Tavolo dell'Altra Economia, un gruppo di lavoro permanente di circa 40 organizzazioni no-profit, rivolto ad avvicinare le istituzioni e i cittadini alle associazioni che propongono modi alternativi di produzione, consumo, risparmio e lavoro.

Tra i vari settori di attività della Città dell'Altra Economia, dalla finanza etica al turismo responsabile, dal commercio equo alle energie rinnovabili, un posto di primo piano spetta al biologico, con lo Spazio Bio ed il Bioristorante/bar.

Lo Spazio Bio vuole offrire ai romani, attraverso la filiera corta, un prodotto particolarmente innovativo: il biologico legato al territorio, con tutte le garanzie di qualità, anche etica, e di trasparenza. Il punto vendita è gestito direttamente da imprese agricole bio e offre un servizio unico per la città di Roma: la possibilità di acquistare dagli agricoltori del Lazio nel centro della città, in uno spazio interamente dedicato a questa attività. Presenti anche i prodotti biologici ottenuti dall’agricoltura sociale, in particolare dalle carceri in convenzione. Buona la scelta di vini biologici. Trovate anche detersivi ecologici e prodotti per gli animali.

Insieme a Spazio Bio, il bioristorante/bar offre la possibilità di menù gustosi che usano prodotti bio e del commercio equo e solidale, come caffè, tè e cioccolato.

Città dell'Altra Economia
Largo Dino Frisullo - Campo Boario/Ex-mattatoio di Testaccio
(scopri come arrivare)
Dal martedì alla domenica, dalle 11 alle 20.
Informazioni: 06-57300419 * 348-8059332.
Il bioristorante è aperto dal martedì al sabato per cena; il sabato e la domenica anche a pranzo.
Per informazioni e prenotazioni: 334-2795891.

martedì 2 settembre 2008

Svizzera: una fantasiosa campagna promozionale per il bio

Si chiama “Eroi della natura” la fantasiosa ed efficacissima campagna promozionale di Bio Suisse, l'associazione svizzera delle organizzazioni per l'agricoltura biologica.

La campagna illustra metodi e principi dell’agricoltura biologica: fino a qui, niente di nuovo. L'originalità è che a parlare della propria esperienza sono gli stessi prodotti bio!

Mese dopo mese lattughe, fragole, zucche e pomodori, ma anche mucche, formaggi e maiali, “raccontano” la loro vita nella fattoria biologica, mescolando accurate informazioni scientifiche con aneddoti divertenti.

L'intera “Galleria degli Eroi” si può vedere all’indirizzo internet www.bio-suisse.ch/it/galleriadeglieroi.php

[fonte Suolo e Salute News/BioSuisse]


Mi chiamo Timo. E sono molto speciale. Quando all’inizio della primavera ho visto la luce sul soleggiato campo di erbette biologiche, tutti mi guardavano dall’alto in basso. Visto che ero un po’ un tardivo, i miei fratelli avevano l’irrefrenabile impulso di mettersi in cattedra. Piegavano i loro rametti verso il basso e con le foglie mi sussurravano un mucchio di cose. Così ho appreso che noi timi, con il nostro aroma inconfondibile, diffondiamo buonumore in ogni angolo del mondo. E così, ancor prima di diventare adulto, sapevo già quasi tutto dei miei talentuosi e orgogliosi cugini e del parentado al completo.

Mi hanno raccontato del basilico, dal profumo intenso ma delicato, della fragrante pimpinella dal fusto alto ed eretto, del tenue cerfoglio che cresce così in fretta e della grande nostalgia del rosmarino, che come molti di noi sogna il sole del sud. Mi hanno anche detto del fiero alloro e della schiva santoreggia, del popolare prezzemolo e del vitaminico sedano.

E naturalmente, con particolare orgoglio, dei nostri stupendi fiorellini lilla che sbocciano a inizio estate, tanto amati dalle api.

A quel punto, però, i miei fratelli hanno taciuto, quasi volessero tenere per sé un segreto.

[continua a leggere la storia di Timo]

giovedì 28 agosto 2008

Un agriturismo biologico nel Lazio: Valle del Marta a Tarquinia (Viterbo)


Questo articolo è stato pubblicato nella rubrica "Andiamo a" nel numero 3-2008 del periodico "Suolo e Salute" che si occupa di agricoltura biologica e certificazione agroalimentare.
La rubrica è dedicata agli agriturismi biologici e alle aziende bio che fanno vendita diretta.

Tarquinia, nella Maremma laziale, era uno dei centri principali della civiltà etrusca. Oltre a un'importante necropoli e alla zona delle saline, offre al turista un bellissimo litorale e un entroterra ricco di storie e tradizioni. In questa zona troviamo l'agriturismo biologico Valle del Marta, che prende il nome dall'omonima valle.

L'azienda agricola produce e trasforma ottimi prodotti. Ortaggi, frutta, erbe aromatiche e animali (maiali, pollame e conigli) sono utilizzati per il ristorante e per la trasformazione. Il vino e l'olio extravergine spremuto a freddo sono due fiori all'occhiello dell'azienda.
Presso i laboratori aziendali, utilizzando vecchie ricette, si producono liquori, grappe, marmellate, sott'olio, vini, spumanti, miele, biscotti, frutta sciroppata, olive sotto sale. Tutti i prodotti sono in vendita sul sito internet www.valledelmarta.com e nei punti vendita all'interno dell'agriturismo e nel porto di Civitavecchia.

La cucina dell'agriturismo offre un repertorio delle ricette maremmane, come l'acquacotta, antica zuppa povera della campagna, o lo stinco di maialino al forno, fatto secondo una ricetta dell'800. È previsto anche un menù senza glutine per i celiaci.

L'ospitalità offre agli agrituristi 13 camere indipendenti; c'è la possibilità di utilizzare una sala convegni, ottenuta dalla ristrutturazione di una vecchia galleria ferroviaria militare, e di organizzare matrimoni e altri eventi. Per arricchire l'offerta agrituristica è stato previsto uno spazio benessere, con trattamenti estetici e salutistici.

Oltre alla coltivazione biologica, l'attenzione per l'ambiente si applica anche con altri accorgimenti nell'agriturismo, come i limitatori di flusso idrico e la raccolta differenziata degli scarti del ristorante. È in programma anche l'installazione di pannelli solari.

Valle del Marta
Via Aurelia Vecchia km 93
01016 Tarquinia (VT)
Tel. 0766-855475 Fax 0766-848189
www.valledelmarta.it
info@valledelmarta.it

lunedì 25 agosto 2008

Il biologico in mostra nel Lazio

Il Lazio è una delle regioni dove il settore del biologico è in maggiore fermento. Merito delle aziende agricole bio che coprono ormai tutto il territorio regionale, con una prevalenza delle province di Roma e Viterbo; dei tanti consumatori di un mercato importante come quello della Capitale ma anche di un serie di iniziative promozionali che richiamano sempre molto pubblico.

Pensiamo alla Biofiera, che alla sua seconda edizione nell'autunno 2007 ha avuto un grandissimo successo di visitatori (300mila le presenze stimate); alla Biodomenica, che vede sempre Roma come una delle piazze principali, da Via dei Fori Imperiali a Campo de' Fiori; a PrimaveraBio, con un gran numero di aziende bio del Lazio che hanno aperto le porte a visitatori e curiosi.

Tra le iniziative più recenti, la Festa dell'Altreconomia, un'iniziativa itinerante partita a Roma nel dicembre scorso che si è spostata nella Tuscia a maggio e, successivamente, toccherà le altre province laziali. A Viterbo l'iniziativa ha avuto un buon successo (come abbiamo già raccontato), grazie alla presenza di una ventina di aziende biologiche della provincia, con parecchi bioagriturismi e alcune particolarità, come la creperia biologica di Calcata, che usa oltre ai prodotti bio creme e cioccolata del commercio equo e solidale, e alla prima esperienza di allevamento biologico del coniglio. Prossime tappe per la Festa dell'Altreconomia a settembre, a Frosinone e a Latina.

Sempre a maggio 2008 si è svolta anche la sesta edizione di “A Fogliano...ritornano le rose e festa in fattoria”, originale iniziativa che mette insieme cultura e agricoltura biologica, organizzata dal Parco Letterario Omero di Latina e dalla cooperativa biodinamica Agrilatina di Sabaudia, nello stupendo scenario del Parco nazionale del Circeo.

Ultima iniziativa da citare, la Ecofest di Roma che si è svolta a Villa Borghese dal 20 al 22 giugno 2008.

Un panorama molto ricco, come si vede, che vede Roma e il Lazio protagonisti del biologico in Italia.

giovedì 7 agosto 2008

Agricoltura biologica. Fa bene alla natura (ma non alla lingua italiana)

L'Unione Europea ha lanciato una nuova campagna informativa sui prodotti biologici, basata su un sito internet multilingue molto ricco e davvero ben fatto.
L'indirizzo del sito è www.organic-farming.europa.eu
Tante notizie, informazioni, spiegazioni, addirittura giochi.
Il sito contiene anche un'ampia sezione di materiale dedicato al marketing e alla promozione. Qui troviamo ad esempio un simpatico elenco di possibili slogan per promuovere il biologico.

Tutto bene, allora?
Non proprio. Aprendo nel sito una scheda informativa dedicata all'uva biologica ho scoperto questo testo, davvero ridicolo.

L’uva biologica cresce in vigne su suoli gestiti in armonia con la natura, che contengono ampi numeri di vermi di terra, scarafaggi e altri organismi. Le varietà d’uva scelte sono adattate
alle condizioni locali e quanto più resistenti possibili alle malattie. Da quest’uva biologica, le cantine locali producono vini ricchi e di alta qualità.


Ora, non si chiede un livello da Accademia della Crusca, anche se possiamo consigliare il dizionario De Mauro Paravia, disponibile gratis on line, se servisse. Vista però la dignità del nostro paese (fondatore del Mec, il Mercato comune europeo, che è stato il primo abbozzo di Europa unita) e delle lingue di tutti gli altri stati membri e visto anche quanto costa la macchina burocratica di Bruxelles, è giusto pretendere che le traduzioni dei testi siano fatte non bene, ma benissimo.

Speriamo che si ponga riparo al più presto, perché il servizio reso all'agricoltura biologica italiana è davvero negativo.

A proposito: un saluto ai cari, fedeli "vermi di terra". Quelli di mare, si sa, hanno una fidanzata in ogni porto.

martedì 5 agosto 2008

Festa regionale dell'Altraeconomia del Lazio: prossime tappe a Latina e Frosinone

Dopo le tappe di Roma e di Viterbo, la Festa regionale dell'Altra Economia sbarca a Latina (sabato 20 e domenica 21 settembre 2008) e a Frosinone (domenica 28 settembre 2008).
La manifestazione è promossa dall'Assessorato al Bilancio della regione Lazio e organizzata da Sviluppo Lazio.

A Latina la Festa si svolgerà a Villa Fogliano, nel Parco del Circeo
, che già a maggio scorso ha ospitato una manifestazione dedicata ai prodotti biologici e all'economia alternativa. Il pubblico potrà entrare il sabato dalle 10 alle 22 e la domenica dalle 10 alle 20. L'ingresso è gratuito.

A Frosinone la Festa dell'Altra Economia durerà un solo giorno, domenica 28 settembre 2008, e si svolgerà nello spazio della Villa Comunale dalle 10 alle 20; anche in questo caso l'ingresso è gratuito.

Sviluppo Lazio assegna per conto della Regione Lazio spazi espositivi a titolo gratuito, all'interno delle aree interessate dalla manifestazione, alle organizzazioni dell’altra economia che ne faranno richiesta, tra cui ci sono le aziende agricole e gli agriturismi biologici.

Il termine per spedire la domanda a Sviluppo Lazio è l'8 settembre 2008 (ore 12):
Sviluppo Lazio S.p.A.
Via Vincenzo Bellini n. 22
00198 Roma
.

Per informazioni
www.sviluppo.lazio.it/leggi.asp?lcat=12&lpag=13
Qui trovate bando, regolamento, domanda per l'assegnazione spazi e tutte le altre informazioni utili.

martedì 24 giugno 2008

Olio di pino contro zanzare e acari


I ricercatori dell'Ars, il servizio di ricerca agricola degli Stati Uniti, hanno scoperto che un composto naturale dell'olio di pino si è dimostrato efficace in prove di laboratorio come repellente contro zanzare e acari. Il principio attivo che avrebbe questa azione si chiama isolongifolenone ed è stato brevettato.

Nelle prove di laboratorio si è visto che il composto naturale impedisce le punture delle zanzare in modo molto più efficace rispetto a repellenti sintetici, molto utilizzati.

Non si tratta solo di una buona notizia per chi è infastidito nelle notti estive dalle zanzare. Si calcola infatti oltre 700 milioni di malattie trasmessi dalle punture delle zanzare ogni anno; tra queste la malaria, che ancora uccide oltre un milione di persone ogni anno.
Il mercato mondiale dei repellenti contro gli insetti ha un valore stimato annuale superiore ai 2 miliardi di dollari.

La dietiltoluamide (N,N-dietil-3-metilbenzamide, in sigla DEET) è il repellente chimico più utilizzato da 40 anni.
La DEET, secondo l'Ars, lascia molte preoccupazioni per la salute umana e per la protezione dell'ambiente, per cui è importante cercare delle alternative più naturali.
Si conoscono altre sostanze naturali estratte dalle piante e oli essenziali che hanno un potere repellente contro gli insetti ma ci sono dei limiti al loro sviluppo commerciale, sia per i costi che per la disponibilità su larga scala. Nel caso del repellente estratto dall'olio di pino, invece, è stato anche studiato un metodo di preparazione facile e poco costoso, che dovrebbe permettere l'utilizzazione commerciale su larga scala.

[foto Ars]

martedì 3 giugno 2008

Cucina vegetariana al bioagriturismo di Sansepolcro


Ristoranti Verdi è un progetto che riunisce ristoranti in tutta Italia dove si può mangiare anche dei menù interamente vegetariani.

Dalla Toscana, e più precisamente dalla provincia di Arezzo, arriva la segnalazione di un bioagriturismo, L'Alpe della Luna, che serve esclusivamente prodotti biologici inseriti in una cucina vegetariana e vegana.

Si usano anche erbe spontanee del territorio, come si può leggere nel sito dell'agriturismo:

L'ortica, il tarassaco, la cicoria, la borragine, entrano a far parte del menù in primavera. La calendula, l'achillea, il fiordaliso, aggiungono sapore nei piatti estivi. In autunno castagne, rosa canina e more dai boschi circostanti. Le mele selvatiche, le corniole, i prugnoli, le bacche di sambuco arricchiscono i nostri dolci naturali; privi di colesterolo, cotti nel forno a legna dove cuociamo anche il pane lievitato con pasta madre.


L'Alpe della Luna tra i Ristoranti Verdi

[comunicato Ristoranti Verdi]

Dopo Siena e Grosseto, la terza provincia toscana ad accogliere un Ristorante Verde è quella di Arezzo. Questa new entry nella catena italiana di locali vegetariani – il bioagriturismo Alpe della Luna - si trova sulle colline di Aboca, una graziosa frazione di Sansepolcro immersa nella quiete dell’Appennino toscano.

“In realtà – spiega il titolare Atahualpa Brancolinila nostra offerta gastronomica è vegetariana già da trent’anni, mentre abbiamo sposato solo di recente anche la filosofia vegan. Ci è sembrato giusto, quindi, sottolineare il rafforzamento della nostra identità attraverso l’adesione ai Ristoranti Verdi. Così ora i clienti vegani sanno di avere un nuovo punto di riferimento gastronomico anche nell’aretino”.

Nel menù del bioagriturismo Alpe della Luna - lo dice il prefisso stesso - i piatti sono tutti sani, genuini e totalmente naturali, elaborati secondo una tradizione culinaria che privilegia in particolare i prodotti degli orti e dei campi toscani. Così anche il pane e i dolci - alcune delle tante proposte fatte in casa - sono vegan al 100%, buonissimi anche perché cotti nel forno a legna secondo le antiche ricette regionali.

La cornice, poi, è quella di un antico casale di campagna ristrutturato in pietra e legno: un luogo in completa armonia con l’ambiente circostante dove vengono periodicamente organizzati corsi di cucina e di yoga, lunghe passeggiate alla scoperta dei sentieri dell’Alpe della Luna, e lezioni per riconoscere le erbe commestibili e medicinali.

Quello a Ristoranti Verdi è stato dunque un passaggio quasi naturale per la struttura di Sansepolcro: in più, ora, c’è che l’attenzione per la clientela vegetariana è stata certificata dal marchio Ristoranti Verdi. Un plus valore facilmente rintracciabile, del resto, grazie alla vetrofania circolare con due foglioline verdi e la frase “Qui si mangia anche vegetariano”.


Bioagriturismo Alpe della Luna
Fraz. Aboca 44
52037 Sansepolcro (Arezzo)
Tel. 0575 749142
Cell. 339 1070073 - 335 1719617
www.alpedellaluna.com
alpedellaluna@hotmail.com

giovedì 29 maggio 2008

Le sciocchezze sui prodotti biologici

Quando uno vuole dire delle sciocchezze, allora è meglio spararle grosse. Decenni di inutili tribune televisive e di “soloni” da quattro soldi sulla carta stampata ce l'hanno insegnato.

Ora mi imbatto in una patetica invettiva contro i cibi biologici e le altre “frodi moderne” (qui, se proprio ne avete voglia, potete leggere il testo completo), così definite non dall'autore dell'articolo ma da un suo fantomatico “amico” (utile forse a dirottare eventuali denunce e richieste di risarcimento danni?).

Quali sarebbero le frodi moderne? I cibi biologici, ovviamente, e poi i prodotti omeopatici e i pannelli fotovoltaici: quelli, per intenderci, con cui gli idioti svedesi coprono una quota percentuale del loro fabbisogno energetico molto superiore alla nostra, anche se poi d'estate vengono qui a prendere il sole.

Vediamo alcune delle perle di questo articolo pubblicato su “Il Giornale”.

Il titolo è già tutto un programma, anche se come noto i titoli nei giornali li fanno persone diverse dall'autore.
“I cibi biologici? Sono un pericolo”: così, netto, senza dubbi e condizionali, gli stessi dubbi che non si hanno quando si lodano i “termovalorizzatori”, cioè gli inceneritori, visto che per l'Unione Europea la parola “termovalorizzatore” non ha ragione di esistere mentre solo in Italia si usa questo tragico eufemismo.

Se fossi un produttore di cibi biologici, un agricoltore che si spacca la schiena per coltivare le carote bio, un negoziante che ha scelto di avere solo prodotti bio, mi incxxxxrei davvero molto. Io sono solo un consumatore di cibi bio e mi incxxzo lo stesso perché non si possono leggere tante sciocchezze e menzogne.

Vediamo in concreto.

L'amministrazione della mia città, Modena, è modernissima e all'avanguardia. In nome di un comportamento autodefinito “virtuoso” (...) sta sperperando ingenti somme di denaro pubblico nelle moderne (nell'accezione data dal mio amico) frodi. Tra cui mi piace citare i pannelli fotovoltaici, la raccolta dei rifiuti porta-a-porta e la distribuzione di cibi biologici ai bambini delle scuole comunali. La questione dei cibi biologici è particolarmente pressante perché essi sono addirittura potenzialmente dannosi e andrebbero vietati, soprattutto ai bambini.
La ragione è semplice. L'agricoltura biologica, per definizione, non fa uso di fertilizzanti, fitofarmaci e pesticidi di sintesi. Senonché, il concime animale è quello più ricco di dannosi batteri;

A parte il fatto che in agricoltura biologica esistono tanti altri concimi non animali, come il compost vegetale o il sovescio, è sicuramente vero che il concime animale, cioè il letame, è fatto con la cacca delle vacche, delle pecore, dei polli. E allora? Avete mai visto una pera biologica con la cacca appiccicata sopra? Forse l'autore non sa che il letame viene aggiunto al terreno e non viene applicato con degli impacchi su pesche e meloni. E ancora: qualcuno ha forse mai detto che le normali norme igieniche, che consigliano di lavare bene frutta e verdura, non sono valide anche per i prodotti bio?

e senza fitofarmaci e pesticidi appropriati, oltre al danno economico della riduzione del raccolto,

La riduzione del raccolto è un dato tutto da dimostrare: l'agricoltura convenzionale o chimica riesce a mantenere certi livelli produttivi solo spingendo le coltivazioni con dosi massicce di concimi chimici, diserbanti e pesticidi. In molti ambienti e per molte colture, la produzione biologica a regime (cioè dopo alcuni anni necessari per ripulire i terreni e abituare le piante e gli animali a un regime diverso) è comparabile e, in alcuni casi, addirittura superiore a quella convenzionale. Il tutto senza inquinare, consumando meno energia, offrendo cibi migliori al gusto e per la salute.
Quali siano, poi, i pesticidi
appropriati, è difficile a dirsi. Per saperne di più sui pesticidi, qui trovate l'ultimo rapporto Pesticidi nel piatto 2008 di Legambiente; qui invece trovate notizie sul rapporto tra pesticidi e Parkinson (fonte Cnr), problemi sessuali e danni al cervello.

si ha quello sanitario dovuto al fatto che ogni vegetale si fabbrica da sé le proprie difese naturali, che consistono di sostanze spesso tossiche a chi intenderebbe di quel vegetale cibarsi (basti pensare alle mandorle, che per difendersi dai roditori producono cianuri). Il vegetale biologico, poi, non protetto dall'uomo, produce maggiori quantità di naturali tossine, che sono difese per esso e tossiche per noi.

Un consiglio giusto, finalmente: cari ragazzi, non mangiate le mandorle amare! Il resto è un disastro. Peccato che il nostro autore non sappia che proprio molte di queste sostanze prodotte dalle piante per difendersi sono quelle che noi ricerchiamo per la nostra salute, come le fitoalessine o il resveratrolo. L'illustre autore dovrebbe uscire da questa visione medievale per cui la pianta non protetta dall'uomo con quintali di veleni chimici si ribella al padrone producendo tossine killer per protesta. Quello che i ricercatori stanno scoprendo è esattamente il contrario: i cibi biologici sono superiori sul piano nutritivo e fanno meglio alla salute.
Se volete saperne di più, qui trovate tante notizie su ricerche dedicate alla qualità dei cibi biologici.

È stato accertato che, rispetto a chi usa cibo tradizionale, chi si nutre di cibo biologico è più esposto agli attacchi non solo del batterio della Salmonella, ma anche, fino a 8 volte più esposto, di un pericoloso ceppo del batterio Escheria coli.

È stato accertato? Da chi? Dalla Pizza & fichi University? O dall'Alleanza internazionale per i pesticidi? A parte che il batterio si chiama Escherichia coli e (e non Escheria, ma potrebbe essere un errore di stampa), mi risulta che le centinaia di persone che negli Stati Uniti sono ogni anno intossicate dall'Escherichia coli presente negli hamburger non mangiano certo carne biologica.

Ciò che gli amministratori dei Comuni che, come quello di Modena, hanno deliberato di nutrire i bambini con cibo biologico si rifiutano di comprendere è che la selezione che deve operare l'uomo sulle piante che servono per il proprio nutrimento, deve necessariamente procedere in direzione opposta alla selezione naturale.

Un concetto a dir poco contorto e oscuro: che c'entra con il biologico? Ma soprattutto, ma che vuol dire che l'uomo deve procedere in direzione opposta alla selezione naturale? Facciamo un esempio. Se in una certa zona si è selezionata una varietà di melo naturalmente resistente alla ticchiolatura (la principale avversità del melo), posso sfruttare a mio vantaggio la selezione per ridurre o evitare i trattamenti contro la ticchiolatura. Cioè l'esatto opposto di quanto affermato.

Ma - direte voi - come facevano gli antichi? La risposta è semplice: morivano giovani. Affinché siano “naturale” l'agricoltura e “solare” l'energia del mondo, 6 miliardi dei suoi abitanti devono morire. Tale Maurizio Pallante, laureato in lettere e ciò non di meno consulente per l'energia del passato governo, chiama, questa, decrescita felice. Immagino che la felicità sia nel riuscire a non essere tra quei 6 miliardi.

Bene, andatelo a spiegare alla Fao, che è convinta che l'agricoltura biologica possa essere un'alternativa valida contro la fame nel mondo (anche se poi si è rimangiata, almeno in parte, le sue stesse posizioni). Andatelo a spiegare alle centinaia di migliaia di contadini dei paesi in via di sviluppo, dall'India al Messico, che hanno deciso di passare al biologico per poter vivere dignitosamente senza morire intossicati dai pesticidi. Nel mondo, purtroppo, tante persone muoiono ancora giovani per fame e denutrizione: ma il problema è quello della distribuzione delle risorse, prima fra tutti il cibo, non tanto quello della produzione. Se poi tutto questo (l'energia solare, l'agricoltura biologica, la raccolta differenziata "porta a porta", la medicina omeopatica ecc.) si chiama “decrescita felice”, allora ben venga la decrescita felice.



P.S. oltre agli svedesi, anche i tedeschi sono idioti. Loro la differenziata porta a porta la fanno da anni con ottimi risultati. Non solo: la famosa monnezza inviata da Napoli, anzichè bruciarla (producendo inevitabilemente diossina e altre sostanze cancerogene, come testimoniato anche da La Repubblica), l'hanno differenziata, recuperando soldi sulle materie prime secondarie, come carta e metallo.

giovedì 22 maggio 2008

Consumi prodotti biologici e disinformazione

L'agricoltura biologica dà fastidio a parecchie persone e gruppi di potere, su questo non ci piove. È un po' un meccanismo simile a quello che accade per il cosiddetto “impero dei farmaci”.

Per questo ci sembra interessante la posizione di Andrea Ferrante dell'Aiab (associazione Italiana Agricoltura Biologica) che attacca il Corriere della Sera, accusandolo di “disinformazione”. Il Corrierone, infatti, in un recente servizio aveva parlato di consumi del biologico in calo a causa dei prezzi troppo elevati.

Nella sua replica l'Aiab ricorda i circuiti di “filiera corta” (vedi qui un esempio), i Gruppi di acquisto, le mense scolastiche bio, le aziende agricole biologiche con un punto vendita diretta come esempi di settori in espansione del mercato biologico, in cui tra l'altro si riesce a risparmiare in modo sostanziale rispetto ad altri circuiti (supermercati, negozi specializzati ecc.).

[fonte comunicato Aiab.it]

Dispiace constatare che il Corriere della Sera a distanza di poche settimane continui con un’azione di disinformazione sull’agricoltura bio.


“Dispiace constatare che il Corriere della Sera a distanza di poche settimane continui con un’azione di disinformazione sull’agricoltura bio”. Andrea Ferrante commenta così l’articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera a firma di Mariolina Iossa, in cui si afferma che i consumi del bio in Italia calano perché costa troppo


“Tutti i dati a disposizione – dice Ferrante - testimoniano un aumento dei consumi in Italia e una molteplicità di esperienze di filiera corta e di nuova forme distributive. Queste portano il biologico a prezzi assolutamente concorrenziali per i cittadini italiani, che lo scelgono sempre con maggiore convinzione. Risulta chiaro che il bio necessità di un’informazione corretta per poter favorire l’aumento dei consumi interni, che in ogni caso è un obbiettivo prioritario di tutto il movimento biologico italiano”.


Secondo gli ultimi dati di Biobank, pubblicati su Tuttobio 2008, i gruppi di acquisto di prodotti biologici sono aumentati del 60% negli ultimi due anni, mentre i mercatini bio sono cresciuti del 10%. Un più 37% riguarda invece le aziende con vendita diretta, mentre le mense scolastiche bio sono cresciute del 6%. D’altra parte i dati di Ismea - Ac Nielsen che si riferiscono alla fine del 2007, citati anche da Corriere, parlano di un aumento dei consumi del 9%. Riguardo ai prezzi, basti citare un esempio: A Roma, il biocassettone di Officinae Bio, a disposizione dei Gas locali, costa 14 euro e contiene 10 chili di frutta fresca e di stagione, prodotta nel territorio di vendita.


Ferrante conclude: “È chiaro che la disinformazione perpetuata dal Corriere non ci possa lasciare indifferenti, e riteniamo urgente un’azione di corretta informazione da parte del Corriere. Non è un caso che a fronte della disinformazione sul bio, negli ultimi tempi il Corriere si sia distinto per articoli particolarmente favorevoli all’introduzione di colture Ogm in questo paese. Siamo veramente preoccupati che una informazione superficiale su questi argomenti sia ormai il tratto comune di uno dei principali attori della stampa italiana”.

mercoledì 21 maggio 2008

Parco del Circeo: festa in fattoria con i prodotti biologici


Da venerdì 23 a domenica 25 maggio 2008 si svolge a Fogliano (Latina), nel Parco del Circeo, la sesta edizione della manifestazione

A Fogliano...ritornano le rose e festa in fattoria


La manifestazione si svolge a Villa Fogliano e nella Fattoria Natura Viva, nel Parco Nazionale del Circeo, ed è organizzato dal Parco Letterario Omero di Latina e dalla cooperativa di agricoltura biodinamica Agricolatina di Sabaudia.


Nei tre giorni, oltre a tanti appuntamenti, convegni e incontri, ci sarà la Mostra mercato del vivere verde e della qualità della vita, con l'alimentazione naturale, i prodotti biologici e tipici del territorio, il florovivaismo, l'artigianato, l'erboristeria e le terapie naturali, le energie rinnovabili.


Da notare sabato 24 alle 10,30 l'incontro
L'apicoltura per migliorare la qualità della vita
a cura di Rita Campanelli


Per informazioni:

I Parchi Letterari® Omero
Villa Fogliano 04010 LATINA
Tel. 0773- 208579 - 3395880408
www.parchiletterari.com


AGRILATINA cooperativa
Via Litoranea Km 11,400 04016 Bella Farnia - Sabaudia (LT)
Tel. 0773.534807 534365 Tel./Fax 0773.534119
www.agrilatina.com


Leggi il comunicato completo della manifestazione


[da Parchiletterari.com]


Da diversi anni I Parchi Letterari® Omero, con sede a Villa Fogliano nel Parco Nazionale del Circeo, svolgono intense attività nel territorio pontino e soprattutto a Villa Fogliano, dove sono stati accolti migliaia di visitatori e turisti, e qui è nata la manifestazione,“ A Fogliano… ritornano le rose e festa della fattoria”, allo scopo di favorire l’amore per la natura, la cultura del verde e la qualità della vita.

La manifestazione partendo dal Giardino, “frammento dell’universo” e dalle antiche rose di di Ada Wilbrham, moglie di Onorato Caetani, che dalla fine dell'800 ai primi decenni del '900 trasformarono l'ambiente di Fogliano, costruendovi la Villa, altri edifici e un suggestivo giardino, ricco di specie esotiche, tra i più noti in quei tempi, alla storia e all'arte dei giardini si spinge sino a ricomprendere il più ampio rapporto con l'ambiente e la sua tutela per un vivere in armonia nel pianeta terra. Identità dei luoghi, autenticità del territorio, cultura e attività produttive, sviluppo sostenibile, queste le principali tematiche che caratterizzano la manifestazione.

Proseguendo sui sentieri tracciati, già dalla scorsa edizione, grazie alla collaborazione di Natura Viva Fattoria Biodinamica e l’Agrilatina coop., già dallo scorso anno si è ampliata la manifestazione con la Mostra Mercato del vivere verde e qualità della vita. La Fattoria biodinamica Natura Viva, molto bella da un punto di vista naturalistico e paesaggistico, si trova all'interno dell'area protetta ed è facilmente raggiungibile con una breve passeggiata dal Lago di Fogliano, in uno scenario molto gradevole e suggestivo. Ampio spazio sarà dedicato ai bambini con spettacoli di narrazione, animazioni e laboratori ludico didattici.

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