mercoledì 23 aprile 2008

Ad Ascoli la spesa biologica si fa con la Filiera Corta

Se abitate in provincia di Ascoli Piceno o nei dintorni e volete comprare i prodotti biologici direttamente dagli agricoltori, avete un'opportunità molto utile.

Si tratta di Filiera Corta Picena, un progetto promosso dall'Assessorato provinciale all'agricoltura che ha raccolto una ventina di aziende biologiche picene. Le aziende hanno messo insieme i loro prodotti per offrire un paniere molto ricco, che va dal vino all'olio, da frutta e verdura a pasta e farina.

Prenotare i propri acquisti è semplice, basta contattare lo Sportello filieracorta

NUMERO VERDE 800 340 303
e-m@il: filieracorta@provincia.ap.it
dal Lunedì al Venerdì dalle 9.30 alle 13.30
Mercoledì anche dalle 15 alle 17


Per saperne di più sulla Filiera corta leggi questo articolo di GiroBio Marche in campagna.

Buon appetito con Report


Una bellissima puntata di Report, la fortunata trasmissione di Rai Tre, ha visto come protagonista positiva l'agricoltura biologica e altre forme di agricoltura alternative a quella industriale, dai distributori automatici di latte crudo alle osterie a chilometri zero.

La puntata “Buon Appetito!” di Michele Buono e Piero Riccardi è andata in onda domenica 13 aprile.

L'impressione generale conferma che in Italia ci sono tantissime esperienze alternative al cibo spazzatura (o al cibo carburante, come dice il padre di Ratatouille nel cartone animato citato all'inizio della puntata): purtroppo, però, fa molta più notizia l'olio adulterato o la mozzarella alla diossina, come del resto è anche comprensibile. Report ha un po' riequilibrato le cose, facendoci vedere che un'altra tavola è possibile.

Qui trovate la trascrizione dell'intera puntata di Report mentre qui trovate il video.

mercoledì 23 gennaio 2008

Per il 90% degli europei la perdita della biodiversità è un problema serio

La stragrande maggioranza dei cittadini europei crede che la perdita della diversità biologica sia un problema preoccupante. Lo rivela un'indagine di Eurobarometro.

Gli europei sono preoccupati per la estinzione di specie vegetali e animali e per la scomparsa di habitat naturali. Ad essere più allarmati sono i cittadini di Grecia, Portogallo e Romania.

Tra le cause che minacciano la biodiversità ci sono, in base al sondaggio, l'inquinamento e le catastrofi causate dall'uomo (27 per cento), il cambiamento climatico (19 per cento), l'agricoltura intensiva, la deforestazione e la pesca selvaggia (13%).

Il commissario UE all'ambiente, Stavros Dimas, ha detto che per arrestare la perdita di biodiversità da qui al 2010, come previsto dagli impegni europei, è necessario l'impegno di tutti i cittadini.

Un dato interessante emerso dal sondaggio dimostra che per gli europei la scomparsa delle specie naturali non è solo un danno in sé stesso. Per il 75 per cento, infatti, questo ha delle implicazioni economiche negative. L'ambiente e l'economia, come dimostra anche il caso dei rifiuti in Campania, sono sempre più legati.

Leggi il comunicato integrale dal sito della Commissione Europea (in inglese)

Leggi il rapporto integrale Eurobarometro sugli europei e la biodiversità (in inglese)

lunedì 21 gennaio 2008

Pollo e uova e sono gli allevamenti con meno impatto sul riscaldamento globale

L'allevamento del pollame è la produzione zootecnica che contribuisce di meno al riscaldamento globale.


La produzione di uova e di carne di pollo è quella con il miglior bilancio energetico, con i minori livelli di Riscaldamento potenziale globale (Global warming potential, GWP la sigla inglese), rispetto ad altri allevamenti, come quello bovino, suino o ovino. Lo rivela uno studio dell'Università inglese di Cranfield.

Il GWP della produzione di carne di pollo è stato calcolato in 3,6 tonnellate equivalenti di CO2, mentre quello della produzione di uova è di 3,8. Queste cifre arrivano a 4,9 per l'allevamento suino, 11 per la produzione di latte, 15 nell'allevamento di bovini e 17 in quello ovino. Indipendentemente dal sistema di produzione, la produzione di uova e carne di pollo produce meno riscaldamento globale.

Lo studio ha anche messo a confronto l'impatto ambientale di diversi tipo di allevamento di pollame: quello convenzionale, quello biologico e quello contadino tradizionale. I risultati dimostrerebbero che la produzione convenzionale richiede meno energia a causa di una minore richiesta di terra e di un tasso di conversione degli alimenti più elevato.

È da osservare, però, che nella valutazione dell'impatto ambientale vanno compresi anche altri criteri, come l'impatto dei rifiuti prodotti dai diversi tipi di allevamento o il costo ambientale ed energetico della produzione dei mangimi di tipo industriale.

[fonte www.worldpoultry.net]

venerdì 18 gennaio 2008

In Germania nasce l'etichetta "senza Ogm"

Il sottosegretario di stato all'agricoltura della Germania, Gert Lindemann (nella foto), ha annunciato che è stato raggiunto un accordo per la nuova legge sull'ingegneria genetica.

Per la prima volta sarà introdotta l'etichetta senza Ogm, “che garantirà maggiore trasparenza per i consumatori”, ha detto Lindemann.

L'etichetta sarà concessa anche a carne, latte, uova ed altri prodotti derivati ma solo se gli animali saranno stati allevati senza mangimi contenti Ogm. Sarà invece possibile usare vitamine e additivi biotech, se non ci sono altri prodotti disponibili sul mercato. I materiali Ogm non dovranno essere rintracciabili negli animali.

La legge sull'ingegneria genetica sarà presentata al Parlamento tedesco il 25 gennaio.

[fonte Agra Press]

Caro prezzi: gli italiani a tavola risparmiano, ma non rinunciano ai prodotti biologici

Con l'aumento dei prezzi il 75 per cento delle famiglie italiane ha cambiato le sue abitudini alimentari: più carne di pollo e frittate, meno pane e vino.

Se la spesa è stata nel complesso più povera, per i prodotti biologici c'è stata una controtendenza, segno della fiducia consolidata dei consumatori. Nel 2007 il 79% degli italiani ha mangiato prodotti biologici, con un aumento record del 9%.

È quanto emerge dall'Indagine 2007 Coldiretti-Swg sulle opinioni di italiani ed europei sull'alimentazione. Oltre la metà dei consumatori italiani ha cambiato il tipo di prodotti acquistati, mentre è aumentata l'attenzione nella lettura dell'etichetta e per la provenienza dei cibi, a favore di quelli locali.

Gli ultimi dati Istat assegnano proprio all'alimentare e alle bevande il record dell'inflazione, con un aumento del 4,1% a dicembre, con un valore record per pane (+ 12,6%), pasta (+ 8,6%), il latte (+7,7%), frutta (+ 4,8 per cento) e carne (+ 3,5). Nel 2007 in Italia la spesa alimentare complessiva è rimasta invariata (+ 0,1%) ma gli italiani hanno portato a casa meno cibo per effetto dell'aumento dei prezzi (-1,3 per cento); in aumento pollo, uova e acqua mentre calano pane, pasta e vino.

Il caro prezzi del 2007 non ha però fatto diminuire l'attenzione nei confronti della qualità. Gli italiani sono risultati tra i più sensibili in Europa per le caratteristiche del cibo messo nel carrello: il 97% ha acquistato prodotti locali, l'84% prodotti a denominazione di origine controllata (Dop/Doc), il 79% prodotti biologici e il 66% alimenti garantiti per l'assenza di Ogm.

Agricoltura sociale: a Roma un corso di formazione

Dal 28 gennaio partirà, presso la sede dell'Arsial (via R. Lanciani, 38), a Roma, il primo corso di formazione sull'agricoltura sociale. I termini per l'iscrizione scadono il prossimo 20 gennaio.

Il corso è strutturato in 8 moduli ed è rivolto a imprenditori agricoli, operatori sociali, animatori di sviluppo locale, tecnici pubblici e privati, al fine di fornire strumenti e metodi utili per promuovere, progettare e realizzare esperienze di agricoltura sociale a livello territoriale e aziendale.

Le domande d'iscrizione si possono inviare per fax.
Il programma del corso e il modulo d'iscrizione sono disponibili nel sito dello Sportello Fattorie Sociali.

Per informazioni
Rete Fattorie Sociali
Via del Grottino snc - Grottaferrata (RM)
Tel./Fax 06.94549191 - 348.2564595
email: info@fattoriesociali.com

L'Olanda vuole una zootecnia sostenibile entro quindici anni

Gerda Verburg, ministra olandese dell'agricoltura (nella foto), vuole una zootecnia sostenibile entro i prossimi 15 anni. Per questo ha presentato un progetto specifico al parlamento nazionale.

Tra i punti fondamentali del piano, la sanità ed il benessere animale. Gli animali dovranno essere allevati in condizioni migliori, consentendo loro di vedere la luce naturale ed eliminando pratiche dolorose come il taglio della coda o la castrazione. Dal 2011 la ministra spera che si potrà passare a stalle e impianti zootecnici sostenibili.

Per quanto riguarda i mangimi, il piano sostiene che essi dovranno essere prodotti nella UE. Bisogna limitare il ricorso alle importazioni di materie prime e, quando necessario, le importazioni dovranno provenire da coltivazioni sostenibili.

È da notare che praticamente tutte queste condizioni vengono già rispettate nella zootecnia biologica.

domenica 16 dicembre 2007

Cina, cresce la domanda di prodotti biologici

Dopo l'inaugurazione del supermercato biologico Lohao City, nel settembre 2006, a Pechino si sono sviluppate altre possibilità di comprare prodotti biologici.

Cibi biologici si possono acquistare, ad esempio, nei supermercati Pricemart, Carrefour e Jenny Lou's.

Lohao City, intanto, ha aperto altri due biosupermercati, uno a Pechino e uno a Shangai, mentre un quarto aprirà prossimamente, sempre a Pechino.

Dell'argomento si occupa il China Daily, affermando che secondo gli esperti quella dei prodotti biologici potrebbe diventare una tendenza affermata in Cina nel giro di tre-cinque anni.

L'ostacolo principale alla diffusione del biologico tra i cinesi resta comunque la differenza di prezzo rispetto ai prodotti dell'agricoltura convenzionale.

A Napoli un Master per l'agricoltura biologica

La Facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Napoli “Federico II” indice il concorso per l’ammissione al Corso di Master Universitario di I livello in Agricoltura Biologica per l'anno accademico 2007-2008.

La domanda di ammissione dovrà pervenire alla Segreteria studenti della Facoltà di Agraria, via Università n. 100 - 80055 - Portici (NA), entro le ore 12 del 7 gennaio 2008.

Tra le materie di studio, zootecnia biologica, economia delle produzioni biologiche, agricoltura biodinamica ecc.

Il master prevede 500 ore di didattica frontale, seminari stage ecc. per un totale di 60 crediti formativi; si concluderà entro dicembre 2008.

Per informazioni e per scaricare il bando

A Natale brinda con spumanti biologici e biodinamici

Se a Natale e in tutte le festività di fine anno volete brindare con vini naturali, prodotti da uve biologiche e biodinamiche, non avete che l'imbarazzo della scelta.

Asti Spumante, Brachetto, Prosecco, Franciacorta e, perché no, anche champagne.

Tra le tante possibilità, vi offriamo alcuni suggerimenti.

Li trovate qui, nel Blog del Vino Biologico.

Buone feste e cin cin!


[immagine Allposters.it]

Un nuovo logo per l'agricoltura biologica europea

Come sarà il nuovo logo del biologico europeo, che dovrebbe sostituire quello attualmente utilizzato (il cui uso, per ora, è facoltativo)?
Bruxelles lo sta decidendo, in vista dell'entrata in vigore del nuovo regolamento sull'agricoltura biologica dal 1 gennaio 2009.

A fine novembre, infatti, si è riunito a Bruxelles il Comitato Permanente “Legislazione Agricoltura Biologica (art. 14 reg. CEE n. 2092/91)”. Il ministero delle politiche agricole ha reso note le decisioni più importanti a cui si è giunti nel corso del Comitato.

In particolare, la Commissione UE ha presentato un documento di lavoro sul nuovo logo comunitario, scelto dai servizi della Commissione stessa tra i cinque possibili modelli presentati dalla ditta a cui era stato appaltato il lavoro di definizione del nuovo logo del biologico.
Il nuovo logo, costituito essenzialmente da un bollino di colore verde su cui campeggia la scritta “bio” in bianco, ha riscosso il parere favorevole della maggior parte delle delegazioni.

Altri temi trattati: la separazione delle linee per la produzione dei mangimi; gli ingredienti e gli ausiliari di fabbricazione negli alimenti biologici; l'uso delle spinosine e l'estensione dell'uso dell'etilene per lo sverdimento degli agrumi.

La Fao frena sul biologico

Alcuni mesi fa la Fao aveva affermato nel rapporto “Agricoltura organica e sicurezza alimentare” che l'agricoltura biologica è perfettamente in grado di produrre cibo a sufficienza per i fabbisogni della popolazione mondiale.

A distanza di qualche mese il direttore generale della Fao, Jacques Diouf, ha fatto marcia indietro, sostenendo che per sfamare il pianeta non si può fare a meno dell’utilizzo degli input chimici ed in particolare dei fertilizzanti di sintesi. In teoria la dichiarazione di Diouf farebbe seguito ad alcuni articoli giornalistici in cui si è sostenuto che la stessa Fao propone l’agricoltura biologica come soluzione per sconfiggere la fame. In realtà, come abbiamo visto, la posizione ha origine da un rapporto dello stesso organismo internazionale.

Sulla vicenda ha preso posizione anche FederBio, l’organizzazione unitaria dell’agricoltura biologica e biodinamica. “Le recenti dichiarazioni del direttore generale della Fao sulla necessità dell’impiego della chimica di sintesi e sulle difficoltà di applicazione dell’agricoltura biologica nei Paesi in via di sviluppo ci lasciano perplessi.” Il biologico, secondo FederBio, ha costi più bassi e può portare ad avere, specie nel lungo periodo, rese uguali o addirittura superiori all’agricoltura convenzionale, contribuendo in maniera fondamentale a ripristinare la sostanza organica nel terreno e, quindi, a difendere i suoli dalla siccità e dalla desertificazione.

Leggi il comunicato della Fao

Leggi la posizione di FederBio

lunedì 19 novembre 2007

Il Vino Biologico su Eat Parade

Domenica 28 ottobre, alle 18,45, il Vino Biologico è stato ospite di Eat Parade, la rubrica del TG2 Rai per chi vuole bere bene e mangiare sano.

Il servizio di Lucia Buffo è stato realizzato nell'azienda vitivinicola biologica Marco Carpineti di Cori (LT). A parlare di vini biologici il titolare dell'azienda, Marco Carpineti, e il giornalista Pier Francesco Lisi, responsabile del sito Il Vino Biologico (www.ilvinobiologico.it).

Guarda qui la puntata di Eat Parade con il servizio sul vino biologico.

In una prossima puntata (probabilmente domenica 2 dicembre) andrà in onda su Eat Parade un servizio sulla Filiera Corta Picena, l'esperienza di vendita diretta ai consumatori dei prodotti biologici delle aziende agricole della provincia di Ascoli Piceno.

Olanda e Danimarca, prodotti biologici a gonfie vele

Cresce il mercato del biologico nel Nord Europa.

In Olanda le vendite del primo semestre 2007 sono arrivate a 258 milioni di euro, con una crescita del 15% rispetto al 2006. Diminuisce invece la superficie agricola bio coltivata.

In Danimarca i dati del 2006 mostrano che il bio rappresenta il 5% di tutto il mercato alimentare. Le vendite sono arrivate a 454 milioni di euro (+18% rispetto al 2005).
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